Techmade, realtà italiana con esperienza decennale nell’information technology, oltre ad un corposo assortimento di accessori informatici, ha – da tempo – fatto il suo ingresso anche nel settore smart a suon di action camera, smartphone, e smartwatch. A tal proposito, proprio col fine di rendere più completa la sua gamma di gadget wereable, la società di Marcianise ha annunciato il nuovo Techwatch Mini 2, uno smartwatch trendy e polifunzionale.
Techwatch Mini 2 ha un formfactor classico, con una scocca compatta (250 x 40 x 10.5 mm) realizzata in materiale plastico all’interno della quale si inserisce un display touch TFT da 1.44 pollici: grazie alla tecnologia in questione, la risoluzione – in rapporto alle dimensioni del monitor – è ampia, da 128 x 128 pixel, ed assicura un buon controllo manuale sulle icone delle varie funzionalità presenti.
Tra queste ultime, Techwatch Mini 2 spicca per la capacità di controllo remoto dello smartphone: grazie al Bluetooth, e ad una companion app per device Android (dalla versione 4.2 in su) e iOS (dalla 7), è possibile ricevere le notifiche delle principali applicazioni, e controllare comodamente la riproduzione delle playlist presenti sullo smartphone. Non meno utile è la feature “antifurto” che, in seguito al pairing col proprio telefono, consente di ricevere un alert sonoro ogniqualvolta che quest’ultimo si allontani troppo (oltre 10 metri) dal wereable.
Ovviamente, nelle vesti di “miglior amico” informatico dello smartphone, il Techwatch Mini 2 consente anche di fare e ricevere le telefonate: non ha lo slot per le microSIM ma – connesso con lo smartphone, e dotato di uno speaker integrato – sarà comunque possibile utilizzarlo allo scopo senza la necessità d’impugnare il proprio smartphone. Utile nelle fredde giornate invernali.
Al suo interno troviamo, inoltre, una dotazione che ne tradisce le vocazioni salutistiche in salsa fitness. Grazie al pedometro, che rileva i movimenti del corpo, è possibile ricavare l’ammontare dei passi compiuti, mentre la presenza di uno Sleep monitor rende possibile monitorare sia le fasi di sonno leggero che quello di sonno pesante. Sempre nell’ottica di gestire un corretto rapporto sonno/veglia, il Techwatch Mini 2 annovera la feature “Sveglia” che consente di impostarne una sul proprio smartphone, onde non avere avvisi ridondanti e duplicati. A supporto delle succitati feature, troviamo una batteria da 380 mAh che garantisce un’autonomia completa sino a fine giornata.
Techwatch Mini 2 è personalizzabile secondo lo stile dell’utente: lo chassis, infatti, è stato cadenzato nelle colorazioni oro rosa, argento, e nero, mentre i cinturini, intercambiabili, sono realizzati in morbido silicone nelle tonalità bianco e nero. Attualmente, il nuovo Techwatch di Techmade è già in commercio, sul sito aziendale, nei negozi di elettronica, e nelle gioiellerie, ad un prezzo di 60 euro, comprensivo – però – anche della classica ed affidabile garanzia italiana.
sabato 31 dicembre 2016
I musicisti e cantanti stranieri morti nel 2016, ecco l’elenco
Ogni anno sono sempre in molti gli artisti che ci lasciano, ma mai come nel 2016 il vuoto è sembrato così incolmabile, con nomi di immenso spicco del panorama musicale internazionale che se ne sono andati.
Come abbiamo fatto lo scorso anno, ecco un elenco dei musicisti e cantanti stranieri che sono scomparsi nel corso del 2016.
Il 2016 è iniziato con la morte scioccante di David Bowie, iconico rocker poliedrico la cui scomparsa a 69 anni ha sconvolto il mondo della musica. Il musicista combatteva da 18 mesi con un cancro al fegato, ma non ha mai reso pubblica la sua lotta con la malattia. Pochi giorni prima della morte è uscito il suo album “Blackstar”, una sorta di testamento musicale di Bowie realizzato con la consapevolezza che sarebbe stato il suo ultimo lavoro.
Il 2 gennaio è venuto a mancare Brad Fuller, compositore 62enne la cui opera più famosa è sicuramente nota alla maggior parte dei giovani del mondo. Fu infatti lui a comporre la celeberrima musica del videogioco “Tetris”.
Il 26 gennaio è venuto a mancare il 53enne Black, all’anagrafe Colin Vearncombe, che rimarrà immortale grazie alla sua “Wonderful Life”.
Il 28 gennaio sono morti due membri fondatori della band rock americana Jefferson Airplane, Signe Toly Anderson, morta a 74 anni per una malattia cronica ai polmoni, e Paul Kantner, morto a 74 anni in seguito ad un attacco di cuore che lo aveva colpito qualche giorno prima.
Anche la band Emerson, Lake & Palmer ha perso due dei suoi tre membri, con il suicidio di Keith Emerson a marzo e la morte di Greg Lake a dicembre.
E’ stato invece un cancro causare la scomparsa di Glenn Frey, chitarrista, paroliere e membro fondante degli Eagles, morto a 67 anni il 18 gennaio, mentre a febbraio è venuto a mancare Maurice White, 74enne fondatore degli Earth, Wind & Fire.
Il 14 febbraio, dopo una lunga battaglia con un cancro alla gola, è morto a 73 anni il produttore musicale René Angélil, noto manager musicale artefice del successo della moglie, la cantante Celine Dion.
Il 27 Aprile è stato ritrovato senza vita nella sua residenza in Minnesota il 39enne Prince, icona della musica con 7 premi Grammy e 39 album pubblicati in carriera. L’iconico cantante di “Purple Rain” e “Kiss”, la cui eredità è tuttora contesa dai suoi diversi fratelli e fratellastri, curava personalmente ogni fase di realizzazione dei propri album ed era ritenuto uno dei chitarristi più bravi al mondo.
Marzo ha visto la morte della cantate country Joey Feek, uccisa a soli 40 anni da un cancro, e del produttore musicale David Gest, ex marito di Lisa Minnelli trovato morto a 62 anni in un hotel di Londra poche settimane dopo la sua partecipazione nella versione inglese del Grande Fratello Vip. Anche Frank Sinatra Jr, figlio del celeberrimo cantante italo-americano, è venuto a mancare a marzo all’età di 72 anni.
L’8 marzo è morto Sir George Martin, definito da molti come il “quinto Beatle”. Il produttore 90enne è infatti stato ricordato come parte integrante del successo della boyband più famosa della storia.
A giugno è venuto a mancare John Berry, parte della formazione originale dei Beastie Boys e morto a soli 51 anni dopo una lunga lotta con la demenza giovanile. Giugno è stato il mese che ha visto anche la morte shoccante della concorrente di The Voice versione americana Christina Grimmie, assassinata a colpi di arma da fuoco da un fan a soli 22 anni. Pochi giorni più tardi la stessa sorte è toccata al cantante messicano Alejandro Fuentes, ex concorrente di The Voice in Messico ucciso da un colpo d’arma da fuoco a Chicago.
Ad Agosto è morto il manager Lou Pearlman, creatore di numerose boyband americane di fine anni ’90 come gli *Nsync ed i Backstreet Boys. Il 62enne, che era stato licenziato e denunciato dalle band che aveva creato, è morto in prigione, dove stava scontando una pena di 25 anni per truffa.
Il 23 ottobre ha visto l’addio di Pete Burns, frontman della band Dead or Alive nota per la hit “You Spin Me Round”, morto a 57 anni per un infarto legato ai numerosi interventi di chirurgia plastica ai quali si era sottoposto negli anni.
Leonard Cohen, cantautore americano reso immortale dalla sua “Hallelujah”, è venuto a mancare a novembre ad 82 anni. Il suo ultimo album, “You Want It Darker”, è uscito poche settimane prima della sua morte.
Risale invece al giorno di Natale la morte del cantautore britannico George Michael, venuto a mancare nella notte del 25 Dicembre a causa di un arresto cardiaco a soli 53 anni. Diventato famoso prima con il gruppo Wham!, con il quale ha inciso singoli come “Last Christmas” e “Careless Whispers”, Michael ha avuto anche una carriera di successo da solista, con singoli come “Outside”, “Faith” e “Freedom”.
Come abbiamo fatto lo scorso anno, ecco un elenco dei musicisti e cantanti stranieri che sono scomparsi nel corso del 2016.
Il 2016 è iniziato con la morte scioccante di David Bowie, iconico rocker poliedrico la cui scomparsa a 69 anni ha sconvolto il mondo della musica. Il musicista combatteva da 18 mesi con un cancro al fegato, ma non ha mai reso pubblica la sua lotta con la malattia. Pochi giorni prima della morte è uscito il suo album “Blackstar”, una sorta di testamento musicale di Bowie realizzato con la consapevolezza che sarebbe stato il suo ultimo lavoro.
Il 2 gennaio è venuto a mancare Brad Fuller, compositore 62enne la cui opera più famosa è sicuramente nota alla maggior parte dei giovani del mondo. Fu infatti lui a comporre la celeberrima musica del videogioco “Tetris”.
Il 26 gennaio è venuto a mancare il 53enne Black, all’anagrafe Colin Vearncombe, che rimarrà immortale grazie alla sua “Wonderful Life”.
Il 28 gennaio sono morti due membri fondatori della band rock americana Jefferson Airplane, Signe Toly Anderson, morta a 74 anni per una malattia cronica ai polmoni, e Paul Kantner, morto a 74 anni in seguito ad un attacco di cuore che lo aveva colpito qualche giorno prima.
Anche la band Emerson, Lake & Palmer ha perso due dei suoi tre membri, con il suicidio di Keith Emerson a marzo e la morte di Greg Lake a dicembre.
E’ stato invece un cancro causare la scomparsa di Glenn Frey, chitarrista, paroliere e membro fondante degli Eagles, morto a 67 anni il 18 gennaio, mentre a febbraio è venuto a mancare Maurice White, 74enne fondatore degli Earth, Wind & Fire.
Il 14 febbraio, dopo una lunga battaglia con un cancro alla gola, è morto a 73 anni il produttore musicale René Angélil, noto manager musicale artefice del successo della moglie, la cantante Celine Dion.
Il 27 Aprile è stato ritrovato senza vita nella sua residenza in Minnesota il 39enne Prince, icona della musica con 7 premi Grammy e 39 album pubblicati in carriera. L’iconico cantante di “Purple Rain” e “Kiss”, la cui eredità è tuttora contesa dai suoi diversi fratelli e fratellastri, curava personalmente ogni fase di realizzazione dei propri album ed era ritenuto uno dei chitarristi più bravi al mondo.
Marzo ha visto la morte della cantate country Joey Feek, uccisa a soli 40 anni da un cancro, e del produttore musicale David Gest, ex marito di Lisa Minnelli trovato morto a 62 anni in un hotel di Londra poche settimane dopo la sua partecipazione nella versione inglese del Grande Fratello Vip. Anche Frank Sinatra Jr, figlio del celeberrimo cantante italo-americano, è venuto a mancare a marzo all’età di 72 anni.
L’8 marzo è morto Sir George Martin, definito da molti come il “quinto Beatle”. Il produttore 90enne è infatti stato ricordato come parte integrante del successo della boyband più famosa della storia.
A giugno è venuto a mancare John Berry, parte della formazione originale dei Beastie Boys e morto a soli 51 anni dopo una lunga lotta con la demenza giovanile. Giugno è stato il mese che ha visto anche la morte shoccante della concorrente di The Voice versione americana Christina Grimmie, assassinata a colpi di arma da fuoco da un fan a soli 22 anni. Pochi giorni più tardi la stessa sorte è toccata al cantante messicano Alejandro Fuentes, ex concorrente di The Voice in Messico ucciso da un colpo d’arma da fuoco a Chicago.
Ad Agosto è morto il manager Lou Pearlman, creatore di numerose boyband americane di fine anni ’90 come gli *Nsync ed i Backstreet Boys. Il 62enne, che era stato licenziato e denunciato dalle band che aveva creato, è morto in prigione, dove stava scontando una pena di 25 anni per truffa.
Il 23 ottobre ha visto l’addio di Pete Burns, frontman della band Dead or Alive nota per la hit “You Spin Me Round”, morto a 57 anni per un infarto legato ai numerosi interventi di chirurgia plastica ai quali si era sottoposto negli anni.
Leonard Cohen, cantautore americano reso immortale dalla sua “Hallelujah”, è venuto a mancare a novembre ad 82 anni. Il suo ultimo album, “You Want It Darker”, è uscito poche settimane prima della sua morte.
Risale invece al giorno di Natale la morte del cantautore britannico George Michael, venuto a mancare nella notte del 25 Dicembre a causa di un arresto cardiaco a soli 53 anni. Diventato famoso prima con il gruppo Wham!, con il quale ha inciso singoli come “Last Christmas” e “Careless Whispers”, Michael ha avuto anche una carriera di successo da solista, con singoli come “Outside”, “Faith” e “Freedom”.
Lasagne zucchine e melanzane
Preparazione:
Per iniziare la preparazione delle lasagne zucchine e melanzane dovete partire proprio dai due ingredienti caratterizzanti di questa ricetta, ovvero dalle zucchine e dalle melanzane. Entrambe, infatti, andranno private delle due estremità, lavate accuratamente e ridotte in fette nel senso della lunghezza. Sia le zucchine che le melanzane andranno fritte in abbondante olio extravergine d’oliva per qualche minuto fino a quando saranno ben dorate da entrambe le parti. Aggiustate di sale e adagiate sia le zucchine che le melanzane su un foglio coperto con carta assorbente così che perdano l’olio in eccesso.
Fatto questo dedicatevi alla preparazione del sugo di pomodoro e della besciamella, se avete intenzione di realizzarle con le vostre mani oppure utilizzatene di già pronti per velocizzare ancora di più la preparazione di questa ricetta.
Fatto questo tutto è pronto per passare alla composizione a strati della vostre lasagne zucchine e melanzane. Prendete una pirofila sporcate il fondo con della besciamella, adagiate un primo strato di lasagne ed aggiungete sopra del sugo di pomodoro e dell’altra besciamella, aggiungete le fette di zucchine e melanzane e coprite con altro formaggio ed altra besciamella.
Aggiungete quindi un altro strato di lasagne e continuate in questo modo fino a quando avrete realizzato tutti gli strati possibili, terminando con della besciamella e del sugo di pomodoro ed un’abbondante spolverizzata di parmigiano reggiano grattugiato.
Le vostre lasagne zucchine e melanzane sono quindi pronte per essere messe in forno preriscaldato a 180°C per all’incirca 45 minuti. Una volta ben gratinate in superficie potranno essere sfornate, lasciate ad intiepidire per una decina di minuti e poi servite ai vostri ospiti.
In alternativa potete preparare delle lasagne alla norma o delle lasagne zucchine e prosciutto cotto.
Attori, attrici e registi italiani morti nel 2016, ecco l’elenco
Il 2016 si sta per concludere e, come fatto per le star del cinema e della televisione internazionali, ricordiamo gli attori, le attrici ed i registi italiani che sono venuti a mancanre nel corso degli ultimi dodici mesi.
Il 19 gennaio il regista italiano Ettore Scola è morto all’età di 84 anni. Tra i suoi film entrati nella storia del cinema ricordiamo “Una Giornata Particolare” con Sophia Loren e Marcello Mastroianni, “C’eravamo tanto amati” con Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefania Sadrelli, e “Concorrenza Sleale” con Diego Abatantuono, Sergio Castellitto e Gérard Depardieu.
L’attrice simbolo del cinema italiano anni ’50 Silvana Pampanini, ex Miss Italia e star di film come “Bellezze in bicicletta e “Processo alla città”, è morta a 90 anni a gennaio del 2016.
A marzo se ne è andato Riccardo Garrone, attore 89enne che negli ultimi anni era entrato nell’immaginario collettivo come il San Pietro della pubblicità della Lavazza. Karina Huff, la bellissima ragazza bionda di “Sapore di Mare” e “Vacanze di Natale”, è morta a soli 55 anni a causa di un tumore.
Giugno ha invece visto la morte dell’86enne Bud Spencer che, in coppia con Terence Hill, ha fatto crescere migliaia di ragazzi a forza di scazzottate per famiglie e fagioli, grazie a film come “Lo Chiamavano Trinità”, “Banana Joe” e “Anche gli angeli mangiano fagioli”.
Lydia Biondi, attrice che ha partecipato ad oltre 45 film nel corso della sua lunga carriera, è morta a 74 anni in seguito ad una malattia. Uno dei volti più noti delle fiction italiane, aveva recitato in “La Squadra”, “Il bello delle donne”, “L’onore e il rispetto” e “Il Sangue e la Rosa” tra le altre, aveva avuto ruoli anche in film di registi internazionali come “Miracolo a Sant’Anna”, “Mangia, prega, ama” e “Letters to Juliet”.
A soli 62 anni se ne è andata anche la comica, scrittrice ed attrice televisiva e teatrale Anna Marchesini. Diventata famosa come parte del Trio insieme a Massimo Lopez e Tullio Solenghi e con una lunga carriera da solista piena di successi dopo il loro scioglimento, Anna è morta a luglio dopo una lunga lotta con l’artrite rematore.
Il 2016 ha visto anche la morte di Marina Malfatti, icona del genere horror-demoniaco italiano degli anni settanta venuta a mancare lo scorso giugno, mentre Lino Toffolo, cantante e cabarettista oltre che attore di “Brancaleone alle crociate”, è morto a maggio.
Dopo una breve malattia, a soli 71 anni è morta a settembre Laura Troschel, attrice cinematografica e teatrale ed ex moglie di Pippo Franco.
David Bellini, storico sceneggiatore di “Un medico in famiglia”, morto ad ottobre a soli 43 anni a causa di un tumore, mentre il critico cinematografico Gian Luigi Rondi è morto a settembre all’età di 94 anni. Gianni Rondolino, critico e storico del cinema oltre che fondatore del Torino Film Festival, è morto a gennaio ad 83 anni.
Giorgio Albertazzi, interprete in film come “L’anno scorso a Marienbad” e “C’è chi dice no”, è venuto a mancare a 92 anni. Attore teatrale molto stimato, nel 2014 è diventato il concorrente più anziano al mondo a partecipare al programma televisivo “Ballando con le stelle”.
Paolo Poli, attore teatrale tra i più noti in Italia ed uno dei primi personaggi famosi ad ammettere la propria omosessualità, è morto ad 86 anni a marzo.
Franca Faldini, attrice in “Totò e le donne, “Miseria e Nobiltà” e “Siamo uomini o caporali?”, ma anche giornalista e scrittrice e ultima compagna di Totò prima della sua morte, è morta a luglio ad 85 anni. Angela Goodwin è morta a 90 anni a marzo del 2016, a soli tre mesi dalla morte del marito Franco Giacobini. Attrice in film come “Cassandra Crossing” e “Le conseguenze dell’Amore” ed in fiction come “Incantesimo”, tra i suoi ruoli più noti c’è sicuramente quello della moglie di Perozzi in “Amici miei”.
Il 19 gennaio il regista italiano Ettore Scola è morto all’età di 84 anni. Tra i suoi film entrati nella storia del cinema ricordiamo “Una Giornata Particolare” con Sophia Loren e Marcello Mastroianni, “C’eravamo tanto amati” con Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefania Sadrelli, e “Concorrenza Sleale” con Diego Abatantuono, Sergio Castellitto e Gérard Depardieu.
L’attrice simbolo del cinema italiano anni ’50 Silvana Pampanini, ex Miss Italia e star di film come “Bellezze in bicicletta e “Processo alla città”, è morta a 90 anni a gennaio del 2016.
A marzo se ne è andato Riccardo Garrone, attore 89enne che negli ultimi anni era entrato nell’immaginario collettivo come il San Pietro della pubblicità della Lavazza. Karina Huff, la bellissima ragazza bionda di “Sapore di Mare” e “Vacanze di Natale”, è morta a soli 55 anni a causa di un tumore.
Giugno ha invece visto la morte dell’86enne Bud Spencer che, in coppia con Terence Hill, ha fatto crescere migliaia di ragazzi a forza di scazzottate per famiglie e fagioli, grazie a film come “Lo Chiamavano Trinità”, “Banana Joe” e “Anche gli angeli mangiano fagioli”.
Lydia Biondi, attrice che ha partecipato ad oltre 45 film nel corso della sua lunga carriera, è morta a 74 anni in seguito ad una malattia. Uno dei volti più noti delle fiction italiane, aveva recitato in “La Squadra”, “Il bello delle donne”, “L’onore e il rispetto” e “Il Sangue e la Rosa” tra le altre, aveva avuto ruoli anche in film di registi internazionali come “Miracolo a Sant’Anna”, “Mangia, prega, ama” e “Letters to Juliet”.
A soli 62 anni se ne è andata anche la comica, scrittrice ed attrice televisiva e teatrale Anna Marchesini. Diventata famosa come parte del Trio insieme a Massimo Lopez e Tullio Solenghi e con una lunga carriera da solista piena di successi dopo il loro scioglimento, Anna è morta a luglio dopo una lunga lotta con l’artrite rematore.
Il 2016 ha visto anche la morte di Marina Malfatti, icona del genere horror-demoniaco italiano degli anni settanta venuta a mancare lo scorso giugno, mentre Lino Toffolo, cantante e cabarettista oltre che attore di “Brancaleone alle crociate”, è morto a maggio.
Dopo una breve malattia, a soli 71 anni è morta a settembre Laura Troschel, attrice cinematografica e teatrale ed ex moglie di Pippo Franco.
David Bellini, storico sceneggiatore di “Un medico in famiglia”, morto ad ottobre a soli 43 anni a causa di un tumore, mentre il critico cinematografico Gian Luigi Rondi è morto a settembre all’età di 94 anni. Gianni Rondolino, critico e storico del cinema oltre che fondatore del Torino Film Festival, è morto a gennaio ad 83 anni.
Giorgio Albertazzi, interprete in film come “L’anno scorso a Marienbad” e “C’è chi dice no”, è venuto a mancare a 92 anni. Attore teatrale molto stimato, nel 2014 è diventato il concorrente più anziano al mondo a partecipare al programma televisivo “Ballando con le stelle”.
Paolo Poli, attore teatrale tra i più noti in Italia ed uno dei primi personaggi famosi ad ammettere la propria omosessualità, è morto ad 86 anni a marzo.
Franca Faldini, attrice in “Totò e le donne, “Miseria e Nobiltà” e “Siamo uomini o caporali?”, ma anche giornalista e scrittrice e ultima compagna di Totò prima della sua morte, è morta a luglio ad 85 anni. Angela Goodwin è morta a 90 anni a marzo del 2016, a soli tre mesi dalla morte del marito Franco Giacobini. Attrice in film come “Cassandra Crossing” e “Le conseguenze dell’Amore” ed in fiction come “Incantesimo”, tra i suoi ruoli più noti c’è sicuramente quello della moglie di Perozzi in “Amici miei”.
Ferrari V4 Superbike, il Cavallino Rampante su due ruote
Una Ferrari su due ruote è stata progettata dal designer israeliano Amir Glinik. Ferrari V4 Superbike e questo è il nome del sogno su due ruote di qualunque appassionato di moto, peccato non sia mai stata realizzata.
Se le moto utilizzate per il film Tron (quello originale e il remake) non sono a marchio Ferrari poco ci manca. La due ruote del cavallino pensata dal designer industriale israeliano è completamente carenata e nasconde non poche cose sotto la veste.
Il propulsore è il motore di una “Enzo”, la Ferrari dedicata al fondatore della casa di Maranello. Su di esso è stata realizzata la Ferrari V4 che presenta altre chicche interessanti come i comandi manuali di un F-16, l’aereo da combattimento, e i pulsanti di una Formula 1 il tutto adattato, ovviamente, per la moto.
L’idea di realizzare un prototipo su due ruote è nata da una semplice domanda: “Perché non esiste una moto Ferrari?“. È lo stesso designer a spiegarlo e a raccontare la sua idea di moto Ferrari: “Ho combinato il vintage con la modernità“, come sulle vetture Ferrari i colori sono rosso, giallo e nero.
La linea di tutta la moto è fluida e sembra scivolare via dallo sguardo anche a motore spento. Grandi prese d’aria anteriori sembrano quelle di un motore a reazione. La carena, in materiale composito, inizia con il parafango anteriore e termina al posteriore con gli scarichi, due, ad assumere una forma quasi quadrata.
Il telaio è una gabbia in alluminio dove trovano posto tubi nella parte anteriore, per sostenere batteria, serbatoio dell’olio ed altro scostandosi dal tipico traliccio tubolare Ferrari. La guida è estrema, bisogna praticamente stendersi sulla moto garantendo sensazioni di guida uniche.
Il prototipo apparso in rete qualche anno fa ha avuto molti estimatori tanto che molti facoltosi collezionisti erano seriamente intenzionati all’acquisto, ma purtroppo per loro il prototipo non è mai entrato in produzione. In questi casi parlare di prezzo e velocità non ha molto senso, sarebbero stati entrambi sicuramente molto alti.
Se le moto utilizzate per il film Tron (quello originale e il remake) non sono a marchio Ferrari poco ci manca. La due ruote del cavallino pensata dal designer industriale israeliano è completamente carenata e nasconde non poche cose sotto la veste.
Il propulsore è il motore di una “Enzo”, la Ferrari dedicata al fondatore della casa di Maranello. Su di esso è stata realizzata la Ferrari V4 che presenta altre chicche interessanti come i comandi manuali di un F-16, l’aereo da combattimento, e i pulsanti di una Formula 1 il tutto adattato, ovviamente, per la moto.
L’idea di realizzare un prototipo su due ruote è nata da una semplice domanda: “Perché non esiste una moto Ferrari?“. È lo stesso designer a spiegarlo e a raccontare la sua idea di moto Ferrari: “Ho combinato il vintage con la modernità“, come sulle vetture Ferrari i colori sono rosso, giallo e nero.
La linea di tutta la moto è fluida e sembra scivolare via dallo sguardo anche a motore spento. Grandi prese d’aria anteriori sembrano quelle di un motore a reazione. La carena, in materiale composito, inizia con il parafango anteriore e termina al posteriore con gli scarichi, due, ad assumere una forma quasi quadrata.
Il telaio è una gabbia in alluminio dove trovano posto tubi nella parte anteriore, per sostenere batteria, serbatoio dell’olio ed altro scostandosi dal tipico traliccio tubolare Ferrari. La guida è estrema, bisogna praticamente stendersi sulla moto garantendo sensazioni di guida uniche.
Il prototipo apparso in rete qualche anno fa ha avuto molti estimatori tanto che molti facoltosi collezionisti erano seriamente intenzionati all’acquisto, ma purtroppo per loro il prototipo non è mai entrato in produzione. In questi casi parlare di prezzo e velocità non ha molto senso, sarebbero stati entrambi sicuramente molto alti.
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